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venerdì 29 novembre 2013

lovelyplaces #3, il lungo Po

Appena trasferiti, tutti noi abbiamo cercato un posto che fosse simile a casa.
C'è chi ha scelto piazza Castello, chi via Roma, chi Borgo Dora. Io, ho scelto il lungo Po.

Dal ponte di Piazza Vittorio, si cammina fino alla Gran Madre; si procede sulla destra sulla pista ciclabile - una delle pochissime in città, per cui attenti a non rovinarla, che se no non ce ne fanno più! - e ci si inoltra nel parco. Ci voltiamo indietro e lo spettacolo è da togliere il fiato. Il Po, il ponte, piazza Vittorio, la punta della Mole e torme di uccelli neri (.. com'esuli pensieri, nel vespero migrar).

In questi giorni è vero, fa proprio freddo. Ma in attesa che la neve ricopra tutto, facciamoci una passeggiata. Tutto il sentiero che costeggia l'argine è un tappeto di foglie gialle; c'è anche qualche fungo ai lati della strada. Ci si dimentica di essere in città. Il rumore del traffico è coperto da quello del fiume, le case quasi non si vedono e il profumo di alberi ti riporta davvero  a casa.
Io sono originaria di un piccolo paesino di campagna; ho solo l'Adda vicino, e neanche tanto, ma questo è stato il primo posto in cui ho voluto portare le persone che per la prima volta venivano a trovarmi.

Sedetevi sulle panchine, è un buon consiglio =)

lunedì 11 novembre 2013

lovelyplaces #2 - Identikit di una piazza in rosa



Si chiamerebbe Piazza Palazzo di Città, perchè il palazzo bianco che ne occupa il lato principale (a parte che essendo una piazza, come si fa a sapere qual'è il lato principale?!) è il vecchio municipio.
Porta sulla sommità un grande orologio, che scandisce con il suo battito la vita della città. Ci piace pensare che questa piazza possa essere un po' il cuore segreto di Torino. Anche il suo nome, altisonante e bizzarro per chi viene da fuori - Palazzo di Città - richiama ad un rapporto intimo tra questo grande edificio bianco che domina sulla piazza e la città che gli è cresciuta attorno.
Sugli altri lati edifici che ospitano esercizi comuni. Di fronte, una via porticata ricca di negozi e di ristorantini. Il quartiere, il quadrilatero.
Grazie a Luci d'Autore, la Piazza tutte le sere verso le 17 si tinge di rosa. Effetto dato da queste lampade a cubo bianche, rosse e blu.
La si raggiunge passeggiando da Piazza Castello, nella viuzza che si apre sul fianco della chiesa di San Lorenzo. E' sera e i negozi sulla via sono quasi chiusi, anche se quando incrociamo via Milano lo shopping di via Garibaldi ci arriva distinto nel vociare di chi entra ed esce dai negozi o attende poco più in là alla fermata del tram. A diversi metri di distanza dalla piazza, più o meno all'altezza di un ristorante che simpatico porta il nome di "Agnolotti adn Friends", già la luce inizia a prendere una sfumatura delicata. Camminiamo in mezzo alla strada ed entriamo nella piazza, che sempre ci strappa un sorriso. E' bello camminare con il naso rivolto all'insù, sembra di stare in un abatjour.




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mercoledì 9 ottobre 2013

lovelyplaces #1 - L'albero del Borgo Medievale

Ho incontrato un vecchio amico; neo studente fuori sede, mi chiede di fargli vedere la città. "Quali sono i posti nascosti più belli?".. nella mia mente si affollano ricordi di pomeriggi passati. E mentre mangiavamo l'ultimo gelato della stagione (sigh! ma per fortuna è il terzo gelato che mangio definendolo l'ultimo ;) alla Gelateria popolare - miele e gianduiotto.. strabuono!- mi ha fatto pensare ad un'idea cui stavamo lavorando noi GioMaVe già dall'anno scorso. 
Infatti, stufi dei mille siti "10 cose da fare a Torino", abbiamo pensato di raccontarvi i nostri posti preferiti della città: come li abbiamo conosciuti, perchè li amiamo e perchè dovremmo consigliare a qualcunaltro di farci un salto!

Al Parco del Valentino, tutti sanno che c'è il Borgo Medievale. E bon (piemontesissimo!).
Ma forse non tutti si sono presi la briga di camminare piano per le vie acciottolate ed arrivare sul fondo, di fronte all'edificio di mattoni rossi su cui alberga la scritta "Saint Georges a mange bien".
Si apre un piccolo cortile sulla destra; gli alberi e le mura della rocca gli fanno da sfondo. Scoiattoli rossi e grigi saltellano da un ramo all'altro e fanno danzare le foglie che cadono ai nostri piedi mentre guardiamo la fontana che sorge sulla sinistra, prima della porta dell'edificio di Saint Georges. 
Una fontana rotonda, ma che al centro ha un grosso albero di melograno in ottone; i rami dell'albero sono carichi di frutti e dalle sue foglie esce l'acqua che va a raccogliersi alle sue radici nella grande vasca.
Il cortile è riparato e c'è un piccolo palco in pietra dove potersi sedere. La schiena apoggiata, l'edera come cuscino, il suono dell'acqua del melograno. Un buon riposo, per chi si prende la briga di arrivare fino in fondo.


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